In un’intervista pubblicata il 19 dicembre da Repubblica il country manager Italia di Airbnb Matteo Frigerio ha fatto il punto sulle richieste del Fisco italiano alla piattaforma di condivisione appartamenti di San Francisco. Quella del country manager è stata una parziale apertura, a quasi un anno e mezzo dall’entrata in vigore della legge (contro cui Airbnb ha fatto ricorso= che obbligherebbe le piattaforme a fare da sostituto d’imposta per la cedolare secca e a comunicare i dati dei proprietari.

Sul secondo punto infatti Airbnb è disponibile e dal prossimo gennaio inizierà a farlo in Spagna.  In Italia si potrebbe iniziare a farlo allo stesso modo ma a una condizione: quella di fare marcia indietro sulla richiesta di fare da sostituto d’imposta. “In diversi paesi europei è iniziato un percorso con i governi che va nella direzione di maggiore trasparenza e condivisione in tema di dati. Non c’è nessuna preclusione ad andare nella stessa direzione anche in Italia” ha spiegato Frigerio.

Airbnb però continua a contestare la cedolare del 21% “Una misura opaca che impone alle piattaforme di identificare alcuni utenti e solo per quelli prevedere una serie di adempimenti. Un provvedimento che crea distorsione nel mercato” ha aggiunto il country manager.
La proposta di Airbnb quindi è quella di uno scambio: i dati (su cui poi l’agenzia delle Entrate farà le verifiche) in cambio di una nuova norma: “Quello che diciamo è semplice: sediamoci al tavolo, riscriviamo la norma e noi siamo disponibili a trasmettere i dati” ha concluso Matteo Frigerio.

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