Avataneo (AIAV): abusivismo, anche la Chiesa fra i ‘peccatori’…

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Abusivismo e agenzie di viaggi, due mondi paralleli ma non troppo.  Fare l’agente che organizza il viaggio o il piccolo tour operator in proprio nel segmento delle gite fuori porta e per i pellegrinaggi, sembra essere diventato uno sport nazionale. Anzi, internazionale. Spiega perché il presidente dell’AIAV Fulvio Avataneo: “In questa baraonda di organizzatori e pseudo tali c’è di tutto, dall’associazione ricreativa al salumiere, addirittura sindaci e banche e finanche le parrocchie. Dovremmo denunciare pure il Vaticano e chiedere di controllare quello che succede nelle sagrestie, soprattutto dopo gli interventi di Papa Francesco che ha chiarito bene quale è il compito della Chiesa, non certo quello di tour operator”.

L’AIAV in particolare si occupa delle tematiche relative all’abusivismo grazie ad uno studio legale che riceve mediamente una quindicina di segnalazioni al giorno. “Riusciamo a far partire quotidianamente almeno un esposto diretto agli organi competenti per gli interventi”. Quante denunce vanno a  buon fine? “Abbastanza. Però ci scontriamo pure con lungaggini pazzesche al sud e, per esempio, anche con una certa tolleranza che riscontriamo in Friuli Venezia Giulia. Un esempio virtuoso invece è quello della provincia di Varese. Sempre pronta ad intervenire”.

I numeri dicono che in Italia c’è un abusivo ogni 4 agenzie di viaggio: “C’è un proliferare di illeciti da sanzionare perché mettono in difficoltà un settore già gravato da problemi enormi”.

Il Ministero non è (mai) competente…
Ottimista riguardo al futuro? Mica tanto… “Il nostro Ministero del Turismo non è cosciente dei problemi. Siamo stati ricevuti recentemente dal sottosegretario Mario Ceci e ci è stata riservata la stessa risposta ad ogni problema sollevato: non è nostra competenza. E sì che si parlava di informazione turistica così come di distribuzione. Si continua a considerare erroneamente l’albergo come unico soggetto delegato per il turismo. Non considerano che, anche grazie agli introiti dell’incoming che sono di gran lunga superiori a quelli dell’outgoing, molte agenzie si stanno riconvertendo e fanno buon lavoro.

Però se consideriamo che mancano agevolazioni  e che l’iva è alta, sono già perdenti. Il ministero che se ne dovrebbe curare non se ne occupa. L’unica nostra speranza, forse, è che ci dia una mano Flavio Briatore…”.