Bologna è la prima città Chinese Friendly d’Italia: acqua calda e menù tradotti tra i servizi ad hoc

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È Bologna la prima città italiana Chinese Friendly d’Italia. Il capoluogo emiliano ha ricevuto la  certificazione Welcome Chinese, risultato di un protocollo d’intesa siglato dal sindaco Virginio Merola e l’ambasciatore della Repubblica Popolare cinese Li Ruiyu. “Bologna oggi diventa capitale e meta europea per i turisti cinesi”, spiega Li Ruiyu. E diventa la prima città italiana a dotarsi di una certificazione che ne fa una meta ideale per il turismo cinese.

Per intercettare il flusso di turisti cinesi verso l’Europa, Bologna si sta perciò attrezzando, a partire dalle sue strutture, che dovranno prepararsi ad accogliere un pubblico lontano per abitudini, lingua e cultura. Servono perciò menu tradotti, sistemi che accettino le carte di credito cinesi (Unionpay), la capacità di essere sui social media utilizzati in Cina, ma anche tanti servizi che i clienti cinesi si aspettano di trovare, come ad esempio l’acqua calda gratuita in bar e ristoranti.

A oggi in Italia solo l’Aeroporto di Roma Fiumicino ha ottenuto il ‘marchio’ Welcome Chinese, mentre a livello europeo soltanto gli scali di Parigi e San Pietroburgo. La certificazione Welcome Chinese può quindi rappresentare un viatico ideale per l’aeroporto Marconi di Bologna, che punta ad aprire nuove rotte verso gli scali del celeste impero. L’avvio di nuovi collegamenti dipende però dagli accordi bilaterali stipulati tra i Paesi, e per ora quelli in vigore non permettono l’apertura di ulteriori rotte. Nel giro di qualche mese però la trattativa potrebbe riaprirsi, e Bologna si troverà nella posizione ideale per attirare l’interesse delle compagnie aeree cinesi.

“Abbiamo una porta d’accesso privilegiata grazie a questa certificazione – spiega Merola -. Il protocollo ci mette in una condizione di vantaggio competitivo che siamo determinati a utilizzare”.  Il mercato dei turisti cinesi in Italia oggi è di 1 milione e 700 mila presenze, riporta Il Corriere della Sera. Ma il potenziale è molto più grande. Nei prossimi 5 anni secondo le stime il turismo outbound cinese dovrebbe raggiungere 700 milioni di viaggiatori.