Colosseo, scontro Raggi – Franceschini. E scatta il ricorso al TAR

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Il colosseo, "conteso" tra il sindaco Raggi e il ministro Franceschini

Sulla questione Colosseo è scontro tra il sindaco di Roma Virginia Raggi e il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini. Il Campidoglio decide infatti di ricorrere al TAR contro l’istituzione voluta dal MIbact del Parco Archeologico del Colosseo. Secondo il sindaco d Roma, il provvedimento sarebbe lesivo degli interessi di Roma Capitale. Raggi chiederebbe infatti l’annullamento del decreto del Mibact del 12 gennaio 2017, nonché del decreto n.149 del 27 febbraio 2017, con cui è stata indetta la selezione pubblica internazionale per il conferimento dell’incarico del nuovo direttore del Parco.

“Sembra che il governo voglia gestire in totale autonomia senza concertazione con il Comune il patrimonio culturale dell’amministrazione stessa – commenta Virginia Raggi – una situazione inaccettabile, per questo motivo siamo stati costretti a presentare ricorso”. Inoltre, continua il sindaco, “è inaccettabile che i ricavi della bigliettazione di Colosseo e Fori, che portano 40 milioni nelle casse del nuovo ente ministeriale, prima andavano per l’80% alla Soprintendenza speciale e oggi invece sono tutti del Parco e solo il 30% torna al Comune”.

Di altro avviso è ovviamente il ministro: con il provvedimento che la Giunta Raggi ha impugnato davanti al TAR, il percorso adottato per il Colosseo sarebbe “lo stesso identico percorso che ha portato in Italia profondi cambiamenti al sistema museale apprezzati in tutto il mondo e che stanno dando importanti risultati”, spiega Franceschini. Quanto agli incassi, “prima della riforma l’80% degli incassi restava su Roma per il Colosseo, i Fori e il resto del patrimonio statale, mentre il 20% andava al fondo di solidarietà nazionale – aggiunge Franceschini – dopo la riforma l’80% degli incassi resta su Roma per il Colosseo, i Fori e il resto del patrimonio statale, mentre il 20% va al fondo di solidarietà nazionale, come fanno tutti i musei statali italiani a favore dei musei più piccoli. Notate qualche differenza?”