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Migrantour, i migranti diventano guide turistiche interculturaliERT

Uno scatto da una passeggiata interculturale con Migrantour

Con Migrantour i migranti diventano guide turistiche interculturali. Nell’ottica di un turismo impegnato e d’incontro fra le persone, Migrantour è il progetto che organizza passeggiate interculturali, in origine alla scoperta dei quartieri torinesi multietnici San Salvario e Porta Palazzo.

L’iniziativa nasce dalla cooperativa Viaggi solidali, il TO del capoluogo piemontese che da 15 anni si occupa di turismo responsabile.

Partendo dalla considerazione che il fascino delle lunghe distanze a volte non permette di cogliere “la bellezza sotto casa”, Francesco Vietti, antropologo e socio di Viaggi Solidali, ormai da anni organizza corsi di formazione che permettono ai migranti di diventare guide turistiche d’eccezione. La scelta di “non prendere delle guide professionali, ma di coinvolgere i migranti stessi come portavoce dell’esperienza del territorio torinese”, spiega Vietti, si è sviluppata con l’obiettivo di far conoscere quartieri considerati ‘pericolosi’ e favorire così l’integrazione. “Da tour operator l’avevamo pensato come occasione di incoming turistico – continua Vietti – ma a incuriosirsi sono soprattutto gli stessi residenti”.

E Migrantour cresce: a oggi fanno parte della rete anche Bologna, Napoli, Lione e, grazie al contributo delle Ong Oxfam Italia e Acra, la Commissione Europea ha finanziato nuovi corsi anche a Roma, Milano, Genova, Firenze, Parigi, Valencia e Marsiglia.