L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato si è pronunciata in merito al mercato taxi, stabilendo che le clausole di esclusiva presenti nei regolamenti dei principali radiotaxi di Milano e Roma risultano restrittive della concorrenza. Si sono, infatti, conclusi i due procedimenti istruttori avviati dall’Antitrust a gennaio 2017, su segnalazione di mytaxi Italia, per analizzare le conseguenze sul settore dell’esclusiva imposta ai tassisti, che da ieri per l’Autorità costituisce “reti di intese verticali restrittive della concorrenza in violazione dell’articolo 101 del TFUE, nella misura in cui vincolano ciascun tassista a destinare tutta la propria capacità operativa, in termini di corse per turno, ad un singolo radiotaxi”. L’Autorità ha inoltre verificato che la presenza delle clausole di esclusiva non ha alcuna giustificazione di natura giuridica o economica.

“Siamo decisamente soddisfatti dell’esito pronunciato dall’Antitrust in merito alle clausole di esclusiva. Il provvedimento permetterà ai tassisti di scegliere liberamente con quali e quanti operatori lavorare e a tutti i nostri passeggeri di avere a disposizione una flotta taxi più ampia ed un servizio ancor più efficiente e di qualità. – commenta Barbara Covili, General Manager di mytaxi Italia – Operiamo in tutta Europa solo con tassisti con licenza e nel pieno rispetto delle leggi vigenti, innovando un settore storicamente tradizionale senza però stravolgerne le fondamenta. Le clausole di esclusiva limitavano le possibilità di scelta dei tassisti e la nostra segnalazione all’antitrust è nata proprio per rispondere a una esigenza fortemente sentita da tutti i tassisti, ovvero quella di poter lavorare con più operatori contemporaneamente, come già accade in altri paesi europei, come ad esempio la Germania.”

La decisione dell’Antitrust, in relazione ai radiotaxi di Roma e Milano, garantisce dunque a tutti gli operatori del settore, di poter sviluppare il loro business secondo le proprie potenzialità e il principio di leale concorrenza nel mercato, puntando anche ad una ottimizzazione del matching tra domanda e offerta. Ciò si traduce, infatti, per gli utenti del taxi, in una riduzione dei tempi di attesa e, di conseguenza, del costo della corsa, mentre, per i tassisti, nella possibilità di utilizzare diverse fonti di dispacciamento corse, aumentando il proprio lavoro e le proprie entrate.

“La portata storica della decisione dell’Antitrust avrà conseguenze nel settore taxi non solo in Italia ma anche all’estero”, aggiunge Andy Batty, Direttore Generale ad interim di mytaxi. “mytaxi è, infatti, un’azienda innovativa basata su una app che opera su larga scala in tutta Europa, ma che, allo stesso tempo, rispetta le regole locali di ogni mercato in cui è presente, collaborando con clienti, tassisti e amministrazioni pubbliche per mantenere gli standard del servizio elevati e per garantire la migliore esperienza possibile a bordo di un taxi. La pronuncia dell’Antitrust ci permetterà di espandere ulteriormente i numerosi benefici apportati da mytaxi, come l’internazionalità, la facilità di utilizzo e la trasparenza del servizio, anche in nuove città italiane in cui siamo pronti a lanciare.”

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