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Treni regionali: per Legambiente crescono le differenze tra le aree del PaeseERT

Secondo Legambiente crescono le differenze tra i 5,5 milioni di pendolari che ogni giorno si spostano su treni regionali e metropolitane

Secondo Legambiente, tra i treni regionali crescono le differenze del servizio tra le aree del Paese. È infatti un’Italia che viaggia sempre più a velocità differenti quella che emerge da Pendolaria 2016, il rapporto di Legambiente che fotografa la situazione del trasporto ferroviario italiano.
Su quasi 5,5 milioni di persone che ogni giorno prendono il treno per spostarsi per ragioni di lavoro o di studio, 2 milioni e 832 mila usufruiscono del servizio ferroviario regionale. Ma il numero di pendolari è in aumento solo dove il servizio non è stato tagliato e dove sono stati realizzati investimenti nell’acquisto di nuovi treni, come in Lombardia, in Emilia-Romagna e in Alto Adige. E a crescere in maniera evidente sono le diseguaglianze tra le Regioni rispetto al numero di viaggiatori e alle condizioni del servizio offerto. Il numero continua infatti a calare in Regioni dove dal 2010 a oggi sono stati realizzati solo tagli ai servizi: come in Calabria (-26,4% treni in circolazione e -31% passeggeri), in Campania (-15,1% treni e -40,3% passeggeri), in Piemonte (-8,4% e -9,5%).
In pratica ogni giorno in tutto il Meridione circolano meno treni regionali che nella sola Lombardia e dal 2010 si sono ridotti del 21,9%. Per esempio, le corse quotidiane dei treni regionali in tutta la Sicilia sono 429 contro le 2.300 della Lombardia. Inoltre, i treni al Sud sono più lenti, e l’età media dei convogli è nettamente più alta: 20,3 anni rispetto ai 14,7 del Nord e ai 17,2 della media nazionale. In ogni caso a livello nazionale i treni regionali sono stati “tagliati” del 6,5% rispetto al 2010 e le risorse da parte dello Stato per farli circolare sono state ridotte del 19,1% tra il 2009 e il 2016. E solo poche Regioni hanno investito per garantire il servizio, mentre in tutte le altre sono avvenuti tagli e aumenti dei biglietti.
In questi anni si è poi assistito alla chiusura di oltre 1.120 chilometri di linee ferroviarie, cui vanno aggiunti 412 km di rete ordinaria che risulta “sospesa” per inagibilità dell’infrastruttura, per un totale di 1.532 km di ferrovia su cui non esiste attualmente alcun servizio passeggeri.