Unioncamere: nel 2016 boom di nuove imprese nel turismo

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Secondo i dati Unioncamere, quasi il 60% delle 41 mila imprese registrate in più nel 2016 opera in soli tre settori: il turismo, il commercio e i servizi alle imprese

Per Unioncamere nel 2016 è boom di nuove imprese nel turismo. La fotografia della situazione delle iscrizioni e cessazioni delle imprese italiane realizzata in collaborazione con InfoCamere dimostra che il saldo è positivo. Ma quasi il 60% delle 41 mila imprese registrate in più nel 2016 opera in soli 3 settori: il turismo, il commercio e i servizi alle imprese. Il più dinamico in termini di crescita imprenditoriale è proprio il comparto delle vacanze, in cui si contano 2.732 attività di alloggio aggiuntive (+5,3%), con un aumento esponenziale degli affittacamere, B&B, case e appartamenti per vacanza, che crescono del 15,92%, pari a 2.512 imprese in più. Bar e ristoranti aumentano invece del 2,35%, e nel 2016 sono 8.829 in più rispetto al 2015.

Bene anche per il comparto noleggio, agenzie di viaggio e servizi alle imprese, che a fine 2016 conta più 7.416 imprese.

In crescita il tessuto imprenditoriale delle regioni del Sud e delle Isole. Con 22.918 imprese in più, il Mezzogiorno ha determinato infatti più della metà dell’intero saldo annuale, staccando nettamente anche il Centro (+13.386 il saldo) e il Nord-Ovest (+6.255). In campo negativo, invece, il Nord-Est, che chiude il 2016 con una riduzione di 1.205 imprese (-0,1%). In termini assoluti la Regione maggiormente in crescita è il Lazio (+11.264 imprese), seguito da Campania (+8.901) e Lombardia (+6.535).

“Le notizie positive che emergono da questa fotografia di come è cambiato il sistema delle imprese

italiane nel 2016 – commenta Ivan Lo Bello, presidente di Unioncamere – riguardano il contributo importante dei giovani under 35 e la frenata delle chiusure. Anche il nostro Paese deve adattarsi al mondo che cambia a una velocità sempre maggiore. Più rapidamente lo faremo, più imprese saranno capaci di competere e di superare le avversità”.

In difficoltà però i settori dei servizi più tradizionali. E se aumentano le società di capitali (+6.300) per le costruzioni il 2016 si è chiuso con una riduzione di 4.733 attività (-0,7%), che ha toccato in particolare le micro-imprese edili (-8.400 unità). Nella manifattura il bilancio di fine anno evidenzia invece una riduzione di 3.338 imprese, che ha coinvolto tutti i comparti, a eccezione delle industrie alimentari e delle bevande (+696) e delle imprese di riparazione, manutenzione e installazione di macchine (+1.148 unità).