Il susseguirsi di voci aveva fondamento e, riporta Repubblica, Valtur ha effettivamente fatto richiesta di concordato preventivo, ma una tipologia speciale, prevista nel 2013 dal Decreto del Fare: il concordato prenotativo o richiesta di concordato preventivo con prenotazione, resosi necessario per preservare gli asset della società da istanze fallimentari.

Si tratta di una procedura con cui un’azienda si riserva di presentare l’effettiva proposta di concordato entro un termine fissato dal giudice. La richiesta è stata presentata al tribunale di Milano dallo studio Lombardi ed è stato fissato in 60 giorni il termine per presentare i documenti del concordato vero e proprio.

Sempre secondo Repubblica Valtur avrebbe un’esposizione debitoria di circa 70 milioni verso terzi, in gran parte fornitori. Lo scorso anno ha fatturato 86 milioni con perdite per 80 milioni di cui 60 per accantonamenti e per interventi straordinari.

Per la Filcams Cgil “Si tratta di un atto gravissimo e irresponsabile, peraltro intrapreso senza che sia stato svolto alcun incontro, nemmeno informativo, con le organizzazioni sindacali”, come ha affermato Luca De Zolt della Filcams Cgil nazionale che prosegue: “Aprire la strada di un concordato senza nessuna ipotesi industriale non ci pare una scelta coerente con l’immagine che Bonomi vuole dare di se come del finanziere illuminato attento all’economia reale”.

Intanto il MISE, Ministero dello sviluppo economico, ha convocato azienda e sindacati per il giorno 15 marzo.
La Filcams promette battaglia e annuncia che chiederà il commissariamento della Valtur.

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