Via al Bonus terme, come ottenere il contributo da 200 euro

Terme d'Italia
Terme d'Italia coinvolge Regione Toscana, capofila dell’iniziativa, Calabria, Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Puglia, Sicilia, Veneto e la Provincia autonoma di Bolzano

Manca poco al debutto del bonus terme, il contributo fino a 200 euro che è stato introdotto lo scorso anno con il “decreto agosto”. Le domande devono essere presentate a Invitalia dalle strutture a partire dall’8 novembre, ma già da ora alcune strutture stanno raccogliendo le adesioni per il contributo.

Il bonus terme è aperto a tutti i cittadini italiani maggiorenni, senza limiti di Isee, nei limiti di un bonus per persona. L’ultimo passaggio formale è arrivato martedì 2 novembre con la pubblicazione delle strutture accreditate per usufruire del bonus. Sono 117 in tutta Italia e sono consultabili cliccando su https://bonusterme.invitalia.it/terme-accreditate.html

Come funziona il bonus. La concessione del bonus avviene attraverso le strutture accreditate che a loro volta invieranno le domande a Invitalia. A partire dall’8 novembre le strutture trasmetteranno a Invitalia le richieste pervenute, che però possono essere già preventivamente raccolte. Alcune strutture presentano infatti già all’interno del proprio sito una finestra di prenotazione per “mettersi in fila” per il contributo in cui inserire i propri riferimenti anagrafici, compreso il codice fiscale. I bonus verranno concessi sulla base dell’ordine cronologico di presentazione.

Come si può spendere il bonus. Sarà Invitalia a comunicare alle strutture l’elenco dei beneficiari del bonus, che a loro volta saranno contattati dalle strutture. Una volta concesso, il bonus può coprire fino al 100% della spesa per l’acquisto di un servizio termale, escluse le attività di alloggio e ristorazione. Il tutto per un importo massimo di 200 euro,

Le limitazioni. Il bonus è riservato ai cittadini maggiorenni residenti in Italia; non può essere concesso per servizi termali già a carico del Servizio sanitario nazionale, di altri enti pubblici o oggetto di ulteriori benefici riconosciuti al cittadino. Il bonus non è cedibile a terzi, né a titolo gratuito né in cambio di un corrispettivo in denaro Il bonus non costituisce reddito imponibile del cittadino che ne beneficia e non può essere calcolato nel valore dell’indicatore della situazione economica equivalente – ISEE. Il bonus, infine, non può essere utilizzato per i servizi di ristorazione e ospitalità.