IBAR, bene la sospensione della tassa addizionale sugli imbarchi: salvi 2.200 posti di lavoro

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Nel Decreto Enti Locali, attualmente in discussione alla Camera dei Deputati, è stata inserita una misura che prevede la sospensione per l’ultimo quadrimestre dell’anno della tassa addizionale sugli imbarchi di 2,50  euro, tassa introdotta a dicembre 2015 (il balzello che ha spinto Ryanair ad annunciare l’addio ad alcuni aeroporti italiani, ndr). Ovviamente il comparto del trasporto aereo non può che esserne compiaciuto, IBAR in primis. L’Italian Board Airline Representatives, perciò, scrive in una nota: “A nostro giudizio il provvedimento va nella giusta direzione: una minore imposizione fiscale genererà effetti benefici per la clientela, per il settore del trasporto aereo e per l’economia del Paese in generale. Auspichiamo però che la sospensione appena decisa possa diventare quanto prima, possibilmente con un apposito intervento nella prossima Legge di Stabilità, una soppressione definitiva ed in questa occasione desideriamo incoraggiare il Governo a proseguire nella strada recentemente intrapresa da altri Governi Europei che, adottando provvedimenti volti alla riduzione delle imposizioni fiscali sugli imbarchi, hanno facilitato lo sviluppo della aviazione commerciale con ricadute positive per tutta l’economia”.

Secondo una elaborazione della IATA, la sola introduzione di una tassa addizionale comunale di Euro 2,50 generava un saldo negativo di 750.000 passeggeri annui e la conseguente perdita di oltre 2200 posti di lavoro tra settore ed indotto.