La share-economy nei viaggi in auto con BlablaCar

Uno screenshot della homepage del sito di BlaBlaCar

Domani al Wired  Fest di Milano si parlerà di Uber e, nella fattispecie, del servizio della app californiana che permette a tutti, o quasi, di diventare autisti, UberPop.  Su WBM abbiamo già parlato di Carsharing con un Focus, e ne continueremo a parlare. Ora però vogliamo presentare BlaBlaCar, la società leader in Europa per i “passaggi condivisi” con oltre 6 milioni di iscritti, decine di migliaia di destinazioni e 700 mila passeggeri trasportati ogni mese. In Italia BlaBlaCar esiste da giusto un anno.

Un anno per farsi conoscere al grande pubblico, con l’obiettivo di coinvolgere in questo modo di viaggiare, ovvero trovare un passaggio online dividendo poi i costi della tratta con altri passeggeri e con l’autista, “almeno il 20 o il 30% dela popolazione italiana in due o tre anni” ha affermato il  general manager di BlaBlaCar Italia Olivier Bremer “un obiettivo raggiungibile  visto che BlaBlaCar da quando ha avviato la propria attività in Italia sta triplicando la propria crescita annualmente”. Dodici sono i paesi in Europa dove al momento è attiva BlaBlaCar che, forse molti non lo sospettano neppure, non è una società, come molte, che proviene dalla Silicon Valley, bensì una unione tra due aziende europee, una francese e una italiana.

BlaBlaCar si sviluppa infatti in Francia con il nome di Covoiturage.fr nel 2006 e in Italia nel 2010 con Postoinauto.it dall’idea di un gruppo di studenti che avevano sperimentato i viaggi condivisi all’estero, in particolare in Francia, appunto, e in Germania. Nel febbraio 2011, dopo un anno di attività, i posti in auto condivisi sul sito erano già 30.000, dopo altri dodici mesi erano saliti a 100.000. Nel marzo 2012, postoinauto.it entra a far parte del network ormai internazionale di Covoiturage.fr, che cambia il suo nome in BlaBlaCar.